Elisa

Mi è piaciuto quando Giovanni ci ha detto perché il suo nome di battaglia era Alfa.
L’ hanno chiamato Alfa perché il giorno prima era morto un partigiano di 21 anni che si chiamava Alfa.
Mi ha colpito anche che nelle scuole interrogavano solo quelli che non erano figli di fascisti e loro si svegliavano presto per portare il bestiame al pascolo così arrivavano a scuola stanchi e quindi non sapevano bene le cose.
Le maestre se non facevano così venivano in un certo senso licenziate anzi ci hanno detto che le buttavano fuori dalla scuola.
È stato strano sentire che alle donne i fascisti rubavano la fede e gli davano un anello di ferro. Questo è successo anche alla mamma di Giovanni. Lei non voleva darlo e glielo presero di forza.
Mi è piaciuto anche quando abbiamo detto i nostri nomi di battaglia e abbiamo fatto la foto tutti insieme con Giovanni e Lena.
È stata interessante anche la storia di Lena, che ci ha raccontato che il suo papà era un antifascista quindi lei e le sue sorelle sono cresciute con la voglia di ribellarsi, quando è diventata grande è diventata partigiana.
Io credo che tutti dovrebbero essere liberi di poter esprimere la propria opinione quindi i partigiani hanno fatto bene a combattere così noi oggi siamo liberi.