Fausto Rebecchi

“… testimone di come un popolo unito possa fare la storia” e lui testimone lo è stato veramente, testimone e parte attiva!

Testimone dei giorni della dittatura fascista, di quando bambino era costretto a vivere nella più spaventosa povertà perché figlio di antifascista, che non volendosi piegare a quella barbarie non trovava nessun posto di lavoro (niente tessera fascista, niente lavoro).

Testimone dei giorni della guerra, quando a tredici anni era venuto a Milano  a fare il garzone presso un fornaio.

Testimone dei giorni della clandestinità, quando a sedici anni, giovane tranviere, si era iscritto al “Partito Comunista clandestino”.

Testimone a diciassette anni dei giorni del grande sciopero dei tranvieri milanesi del 2-3-4 marzo del 1944 (il più grande sciopero d’Europa come lo definì Radio Londra), dove al “deposito Farini”, 4 comunisti (erano proprio solo 4), riuscirono a convincere centinaia di tranvieri a scendere in sciopero, nascondere le “manette”  rendendo di fatto impossibile l’uso dei tram.

Testimone dei giorni della Resistenza, quando trasportava le armi per rifornire i partigiani della montagna.

Testimone dei bombardamenti, della fame e della paura, ma anche della volontà dei milanesi di non cedere all’oppressore nazifascista.

Testimone dei giorni della liberazione e della voglia di costruire un’Italia diversa, democratica e solidale che ha visto il suo culmine con la nascita della nostra Costituzione.

Testimone dei giorni delle lotte per i diritti dei lavoratori degli anni cinquanta e sessanta che portarono allo Statuto dei Lavoratori; e poi la sua militanza nel P.C.I..

Testimone infine dell’importanza dei comunisti nella lotta per il progresso nella società, testimonianza continuata poi nella militanza in Rifondazione Comunista (di cui fu tessera n.1 nel 1991) e da sempre nell’A.N.P.I..

Questa sua testimonianza la volle rendere pubblica collaborando con Cristina Palmieri alla stesura del libro “Libertà sulle rotaie”, con Gianluca Foglia “Fogliazza” al suo spettacolo teatrale “Quando arrivò il mare a Milano”, con Radio Popolare, Rai News 24 e con gli studenti della facoltà di Storia contemporanea.

“Testimone attivo quotidianamente per tutta la sua vita, in ogni luogo dove andava sapeva parlare alla gente, coinvolgerla emotivamente nei suoi racconti.

Ricordo in particolare i sei mesi della sua degenza in ospedale quando la sua stanza era diventata una specie di -circolo resistente-, dove chiunque entrasse, medici, infermieri e persino il cappellano, rimaneva affascinato dai suoi racconti e poi alcuni, uscendo, lo salutavano con il pugno chiuso” ricorda la figlia Rossella.

Fausto era nato a Castelvetro Piacentino (PC) il 5-1-1927 e ci ha lasciato il 23.5.2016.  Ora questo testimone lo passa a tutti noi e sembra dirci “… continuate perché un popolo unito può fare la storia“.